Manutenzione della Bici – Cose da non Fare

Prima di mettere le mani su una bicicletta è bene aver ben chiara la lista delle cose giuste da fare, degli attrezzi da utilizzare e di come lavorare in sicurezza. Altrettanto importante è, però, la lista delle cose da NON fare. Dieci cose assolutamente da evitare, che qui vi elenchiamo senza seguire un particolare ordine d’importanza, essendo tutte piuttosto pericolose per la salute del vostro mezzo, ed eventualmente anche per la vostra. Una piccola guida evita-guai non si rifiuta mai, specialmente se si è alle prime armi nella riparazione e manutenzione di un mezzo tanto delicato come la bicicletta. Anche perché spesso e volentieri certi errori d’inesperienza si pagano carissimi, specialmente quando si parla dei modelli tecnologicamente più avanzati.

Torsioni
Ricordatevi che non state partecipando a un prova di forza: non stringete troppo bulloni particolarmente fragili. In giorni in cui vanno per la maggiore componenti in carbonio e bulloni in titanio, è fondamentale avere le mani di velluto per non spaccare niente. Se non pensate di riuscire a essere abbastanza delicati, considerate l’acquisto di una chiave dinamometrica con gli opportuni calibri e per serraggi da 10 a 5 Nm, che sono ora lo standard per sellini e manubri. Ingrassate sempre bene le filettature e i dadi, e cercate di utilizzare strumenti di lavoro con impugnature corte per garantirvi la maggior sensibilità e gradualità possibile nell’operazione di serraggio

Procedure
Imparate a regolare l’altezza del manubrio nel modo corretto, seguendo la giusta procedura, se non volete rischiare di rovinare per sempre una delle componenti più preziose della vostra bici. Prima di tutto, non stringete mai il bullone superiore dell’attacco senza prima aver allentato il bloccaggio del canotto di sterzo, se non volete danneggiare i meccanismi della serie sterzo e le relative ghiere. Assicuratevi che la parte alta dell’attacco sporga di almeno 5 millimetri rispetto al bordo dello sterzo. Cercate di non esercitare troppa forza nella regolazione delle varie componenti, e rifatevi al consiglio precedente per evitare di rompere le parti più delicate.

Tensioni Raggi
Non pensate di centrare le ruote della vostra bici semplicemente agendo sulla tensione dei raggi. La centratura delle ruote è un procedura non banale e affrontarla senza le giuste competenze può portare a pericolose rotture. Ovviamente, per centrare una ruota, bisogna cercare di eliminare le eventuali oscillazioni laterali in fase di rivoluzione agendo sulla tensione degli opportuni raggi attraverso i relativi nipple. Grossolanamente, la raggiatura prevede che quando una ruota è scentrata in un punto, si molli un po’ la tensione del raggio corrispondente tirando contemporaneamente quelli adiacenti. Se nell’operazione si deformano i nipple, si è sicuramente esagerato.

Punto di Rottura
Non sottovalutate l’usura dei cerchi. Le conseguenze possono essere letteralmente letali. Molti fabbricanti di cerchi implementano una sorta d’indicatore d’usura: una scanalatura o dei piccoli buchetti lungo la circonferenza della superficie dove agiscono i pattini dei freni. Individuare questi indicatori e controllarli periodicamente è importante: una volta divenuti invisibili a causa dell’usura, è tempo di cambiare i cerchi. Un altro metodo per tenere sotto controllo il consumo dei cerchi è controllare quanto è concava la superficie di frenata. Se lo spessore della parete del cerchio si è ridotto a 1 mm o meno, il cerchio va cambiato.

Rimozione Sellino
Non lasciate la sella inserita nel reggisella indefinitamente, ma al massimo per tre-sei mesi. Farlo potrebbe rendere pressoché impossibile modificarne l’altezza senza ricorrere a costose riparazioni. Questo perché, pur con tutto il grasso di questo mondo, l’ossidazione è un nemico insidioso, essendo virtualmente impossibile impedire l’ingresso dell’umidità all’interno del tubo reggisella. E non pensiate che sia un problema solo delle componenti in metallo, perché anche quelle in carbonio sono soggette a un problema, anche se opposto, ovvero di scivolamento. Per il metallo, ingrassate bene le parti a contatto dopo averle pulite, mentre per il carbonio utilizzate un fiber grip gel, come quello prodotto da Finish Line.

Pedali
Non avvitate mai i pedali a secco, senza una bella ingrassatura preliminare, almeno se non volete impazzire quando un bel giorno vorrete rimuoverli. Anche stringerli troppo non è una grande idea, visto che per svitare il pedale a quel punto serve spesso e volentieri bloccare la pedivella tra le ganasce di un banco di lavoro in modo da poter esercitare sufficiente forza. Inoltre, quando la corrosione ha raggiunto la filettatura del pedale, questa tende a sbriciolarsi rendendo praticamente impossibile il riutilizzo dello stesso anche quando si riesce a rimuoverlo. Insomma, ingrassate per bene e solo dopo stringete come si deve (applicando una coppia torsionale di non più di 30 Nm).

Gomme
Non sottovalutate mai un fattore importante per le prestazioni e il buon funzionamento della bici quale la pressione dei suoi pneumatici. Andarsene in giro con delle gomme sgonfie è il miglior modo per crearsi un sacco di problemi, oltre che per fare più fatica e andare più piano. Controllate sempre la pressione prima di una lunga uscita, e ricordatevi che gli pneumatici più sottili possono perdere da 0,5 ad addirittura 1 bar al giorno. Basta anche il classico metodo “a mano” per accorgersi di gomme non sufficientemente gonfie. Utilizzate una buona pompa munita di manometro ma abituatevi a giudicare la pressione giusta anche senza strumento, nel caso dobbiate procedere al gonfiaggio con la pompa portatile.

Ruote
Non pedalate mai su ruote allentate. Stringete per bene le leve di bloccaggio rapido prima di ogni uscita e vi sentirete molto più sicuri. Un errore piuttosto comune è considerare la leva di bloccaggio rapido come un dado a galletto, a meno che non si tratti di skewer tipo DT Swiss o di sistemi antifurto che, in realtà, utilizzano proprio quel tipo di bloccaggio per fissare la ruota alla forcella. In generale, comunque, le leve di bloccaggio rapido tradizionali sono più che sufficienti, quando ben chiuse, a garantire piena sicurezza anche in caso di carichi pesanti e improvvisi sulla ruota. Fate attenzione a regolare il bullone in modo da consentire alla leva di chiudersi completamente.

Catena
Evitate di mettervi in viaggio se non siete sicuri che la catena sia perfettamente installata. Qualsiasi danno (come quello in figura), anche se piccolo, mette a repentaglio il buon funzionamento della catena di trasmissione, e di conseguenza la vostra stessa sicurezza. In caso dobbiate eseguire una riparazione, seguite sempre alla lettera le istruzioni di montaggio/smontaggio delle maglie. Inoltre, non sottovalutate l’usura alla quale è soggetto un organo meccanico sotto stress costante, che può arrivare a rovinare i denti di corone e pignoni. Controllate e misurate periodicamente la catena della vostra bicicletta, sostituendola più o meno ogni 2500 km se volete andare sul sicuro.

Caratteristiche di una City Bike

Le bici da città e, in generale, da passeggio provano a coniugare la velocità delle bici da corsa con il confort e la robustezza delle mountain bike.

Il prezzo alle stelle della benzina è stata l’ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso. Ora la cosiddetta city bike è vista davvero da molti come l’alternativa all’automobile, almeno per le brevi distanze. Questa categoria comprende un sacco di ibridi e tipologie diverse, che vanno da un estremo all’altro dell’offerta a due ruote, mischiando indiscriminatamente elementi da bici sportiva e dal mountain bike per offrire il compromesso migliore per ciascuno di noi. Queste sono però le caratteristiche comuni che identificano una vera e propria city bike.

Il sistema di rapporti delle bici da città è ovviamente semplificato, pur offrendo una qual certa elasticità. Insomma, le marce sono generalmente poche, e una buona manutenzione è necessaria per evitare cadute di catena troppo frequenti.

Che stiate andando al lavoro o a pedalare al parco, può essere utile avere un’alternativa allo zaino per portare piccoli carichi, anche se il loro fissaggio non è sempre efficace e immediato. Inoltre, fondamentali risultano i parafanghi per evitare di sporcarsi e bagnarsi in caso di pioggia e asfalto umido.

Le bici da città possono avere da una a tre corone anteriori, anche se ne bastano un paio di diametro ben differente per garantire la sufficiente versatilità d’uso anche in città collinari. Di solito le city bike sono provviste di copricatena per evitare di sporcarsi e per proteggere catena e corone da urti accidentali coi marciapiedi.

I telai per le bici da passeggio possono variare enormemente a seconda se la bicicletta è più ispirata a quelle da corsa piuttosto che alle mountain bike. L’alluminio è il materiale più utilizzato, col carbonio riservato ai modelli top e l’acciaio per quelli base. La geometria tende a essere stabile e poco elaborata, con un occhi di riguardo al confort prima che alle prestazioni.

Le bici da città e da turismo sono caratterizzate da un manubrio orizzontale, di solito sorretto da un attacco piuttosto corto per agevolare una posizione più comoda e verticale. Generalmente l’altezza dell’attacco può essere adattata a piacere con tanto di tacche sul supporto dello sterzo. Difficilmente troverete manici in pelle, con ergonomiche manopole in gomma che vanno per la maggiore, e le temibili versioni in scivolosissima plastica nelle versioni più economiche.

Se volete usare la bici in città per andare al lavoro tutto l’anno allora vi servono assolutamente delle buone luci. Per risparmiare sulle pile, o per evitare di doverle cambiare, molti modelli offrono ancora le famigerate dinamo, che ora sono comunque molto più efficienti e leggere rispetto a un passato fatto di pedalate furiose solo per farsi vedere e vederci qualcosa. Il nostro consiglio è comunque di fornirsi di luci e catarifrangenti supplementari per essere sicuri di essere visibili anche nelle sere più nere.

I pendolari più scatenati optano per ruote da 70 cm e pneumatici stretti e scorrevoli, anche se battistrada larghi e tassellati sono caldamente consigliati, visto lo stato delle nostre strade. Inoltre, più grande è la gomma, più facile risulta la pedalata lanciata, e anche le mountain bike si stanno convertendo al formato maggiore da 29 pollici.

Anche in questo caso le soluzioni sono le più varie. I freni a disco meccanici sono al momento piuttosto popolari, vista la loro affidabilità e semplicità di manutenzione. Quelli idraulici sono meno comuni, solitamente limitati alle bici da turismo che devono fare tanti chilometri e trasportare carichi importanti. La maggioranza delle city bike da strada utilizza ancora i freni ad archetto, anche se la soluzione V-brake da mountain bike rappresenta una valida alternativa in condizioni climatiche poco clementi.

Caratteristiche della Mountain Bike

Per esplorare territori selvaggi e divertirvi in mezzo al fango, quello che vi serve è una bella e robusta mountain bike.

La mountain bike è diventata estremamente popolare negli ultimi anni, passando da fenomeno di nicchia a vero e proprio sport (più o meno) estremo, un po’ quello che ha vissuto lo snowboard in altro campo sportivo. Proprio questa recente popolarità ha fatto fare passi da gigante alla tecnologia applicata a queste bici potenzialmente senza limiti. Non deve quindi sorprendere che le mountain bike di oggi somiglino ben poco a qualsiasi altro mezzo dotato di due ruote e pedali. Grande parte dell’evoluzione tecnologica si è concentrata nelle sospensioni, che hanno reso ciclabili terreni prima assolutamente off limit. Questa guida vi aiuterà a scegliere le tecnologie più adatte a voi e alla vostra mountain bike.

PACCO PIGNONI
Le scalate off-road possono essere davvero ripide e tecniche, quindi una buona dotazione di rapporti è a dir poco cruciale. In genere le mountain bike hanno 8 o 9 pignoni, anche se SRAM ha proposto un sistema 2×10 con due corone anteriori come sulle bici da corsa.

SOSPENSIONE POSTERIORE
Non troppo tempo fa, molta gente pensava che la sospensione posteriore non portasse nessun beneficio se non nella specialità downhill. In realtà le nuove tecnologie hanno permesso e consigliato di estendere la sua presenza anche nel cross country e nelle scorribande quotidiane, grazie a un intelligente sistema di lock-out che minimizza lo spreco di energia dovuto al alle oscillazioni indotte dalla pedalata. Scegliere il sistema giusto e configurarlo correttamente è importante, come vi spieghiamo nella sezione apposita.

GUARNITURA
Grande parte delle mountain bike utilizza tre corone anteriori per offrire la maggiore versatilità possibile in montagna. Non mancano le eccezioni, comunque, soprattutto in campo downhill, trial e single speed. Ad esempio, le biciclette downhill utilizzano generalmente una sola corona a 36 denti.

TELAIO
La forma del telaio di una mountain bike ammortizzata dipende in primo luogo dal tipo di sospensioni utilizzato. Il tubo orizzontale tende a collassare (o addirittura piegarsi) avvicinandosi al reggisella, così da garantire la maggior manovrabilità possibile. La geometria però tende a variare molto a seconda dell’utilizzo/specialità che si vuole affrontare con la propria mountain bike.

MANUBRIO
Quasi tutte le mountain bike utilizzano un manubrio di questo genere, che garantisce una posizione confortevole e un controllo perfetto del mezzo. L’elegante forma a V di questo particolare manubrio è derivata dalle versioni downhill, a loro volta influenzate dal design delle motociclette da motocross, e può essere funzionalmente sostituita da un attacco un po’ più alto e un manubrio dritto. In questa rivista vi insegneremo come scegliere e posizionare le componenti meccaniche montate sul manubrio, come le leve dei freni e del cambio.

RUOTE
La poderosa scolpitura delle gomme da mountain bike ne rappresenta la vera essenza. Disponibili in un’infinità di tipi diversi, normalmente si utilizzano nella versione da 26 pollici, anche se quelle da 29 garantiscono un rotolamento migliore sui terreni più accidentati. Per rendere più robuste le ruote, queste ultime hanno cerchioni rinforzati e un maggior numero di raggi rispetto alle loro controparti da strada. Nella sezione Ruote della rivista scoprirete come sceglierle e prendervi cura di loro. La più grande rivoluzione a riguardo è stata l’introduzione della tecnologia tubeless, meno sensibile alla foratura, la grande nemica di tutti i ciclisti.

FORCELLA AMMORTIZZATA
Quello delle sospensioni è l’aspetto tecnologicamente più complesso delle mountain bike. Le forcelle da downhill sono più estreme, mentre quelle da cross country sono decisamente più leggere, ma anche le “entry level” sono sempre più valide ed economiche. Una loro corretta regolazione è però requisito indispensabile per ottenere il massimo delle prestazioni, come scoprirete leggendo la sezione 4 della nostra guida.

FRENI
Freni a disco idraulici sono ormai la norma per le mountain bike di un certo livello, grazie alla loro notevole potenza e modulabilità di frenata. Le bici più economiche utilizzano freni a disco meccanici, i cosiddetti V-brake, che hanno progressivamente sostituito i cantilever nel corso degli anni ’90. I freni a disco idraulici derivano sostanzialmente da quelli di origine motociclistica e la loro riparazione o manutenzione richiede conoscenze diverse da quelle puramente meccaniche, su cui ci soffermeremo nella sezione 2 della nostra rivista.

Manutenzione Bici e Sicurezza

Aggiustare la propria bici è una gran cosa, a patto di saperlo fare senza rischi per lei e per voi. Ecco i nostri consigli per evitare imprevisti e incidenti.

Sappiamo che non vedete l’ora di mettere le mani sulla vostra bicicletta per trasformarla da un’onesta due ruote in un vero e proprio bolide della strada. Prima di iniziare, però, accettate qualche sano consiglio per evitare di provocare inavvertitamente danni alla vostra amata bici o addirittura a voi stessi. Non pretendiamo che vi infiliate in uno scafandro super-imbottito, ma solo che siate nelle condizioni migliori per mettere le mani sulla bicicletta, prima sul banco da lavoro e poi sulla strada. Insomma, sia che siate alle prime armi con pinze e cacciaviti, sia che siate esperti del fai da te, le seguenti semplici regole meritano la vostra attenzione.

Guanti
Un bel paio di guanti come quelli in figura sono un vero e proprio must per operare con precisione e sicurezza. Guanti da meccanico essenziali per prevenire tagli, sbucciature e quelle fastidiosissime infiammazioni tendinee che affliggono i palmi delle mani di chi avvita per molto tempo viti troppo dure con cacciaviti dall’impugnatura mal progettata. Inoltre, lubrificanti e solventi non fanno certo bene alla pelle, e in questo caso un bel paio di guanti di gomma vanno benissimo. Inoltre, proteggete le vostre mani con le apposite creme di paraffina, che si dissolvono con l’acqua calda portandosi via tutto il grasso e lo sporco depositati sulle mani protette per l’appunto dalla barriera di paraffina.

Occhiali
Non scherzate con i vostri più preziosi strumenti. Gli occhi sono un organo estremamente sensibile, e gli spray più o meno oleosi rappresentano un pericolo costante, così come l’imprevedibile scoppio di un pneumatico difettoso. Anche indossando gli occhiali di protezione, evitate di tenere la faccia troppo vicina alla gomma durante le fasi di gonfiaggio della stessa, specialmente se utilizzate un banco di lavoro e un compressore. In particolare, state attenti alle gomme rinforzate come le Armadillos, o se la bici è rimasta inutilizzata a lungo con gomme indebolite dalla lunga inattività. In tutte queste occasioni un paio di occhiali vi può salvare la vista, ma ricordatevi che il resto del volto resta esposto.

Supporto
Avvitare e svitare in sicurezza e senza farsi male dipende quasi esclusivamente dall’ergonomia degli strumenti e dal modo in cui li si utilizza. La postura del corpo è, in questo senso, importante, sia per esercitare la forza necessaria che per evitare eventuali sbilanciamenti. A questo proposito il cavalletto per la manutenzione bici può fare tutta la differenza del mondo, permettendovi di avvitare e svitare come si deve anche le viti e i bulloni più ostinati.

Torsioni
L’irrefrenabile progresso tecnologico ha contagiato anche la produzione dei materiali ciclistici. Questi ultimi sono così diventati sempre più leggeri, ma non altrettanto resistenti, specialmente a torsioni che non rientrino nelle sollecitazioni meccaniche per le quali sono stati progettati. Ergo, se una volta si poteva (anzi, doveva!) avvitare manubri e sellini come se non ci fosse un domani, ora esistono bulloni al titanio che non possono sopportare un momento meccanico di più di 4 o 5 newton metro. Se non siete in grado di giudicare il momento torcente che applicate, per esser sicuri di non rompere qualcosa è quindi meglio che vi procuriate una chiave dinamometrica.

Dita
Quando una bicicletta è sollevata da terra, di solito i pedali, la catena e la ruota posteriore girano costantemente per consentirvi di eseguire i piccoli aggiustamenti necessari. Magari state rimettendo a posto una catena che cade, oppure state centrando una ruota, ed è inutile dire che sono tutte operazioni che si fanno utilizzando le mani. Malgrado la banalità di tali operazioni, state sempre bene attenti a dove mettete le mani, e in particolar modo le vostre preziosissime dita. Infilarne una tra catena e pignone non è certo un’esperienza consigliabile, specialmente se la si ha con una bicicletta a scatto fisso, mentre con quelle a ruota libera le conseguenze sono un po’ meno devastanti.

Istruzioni
Spesso e volentieri succede di provocare danni alla bicicletta solo perché non si capisce bene l’operazione da compiere. È buona norma leggere attentamente le istruzioni o, quando non fosse possibile, documentarsi approfonditamente in altri modi. Due casi tra i più comuni ai quali prestare particolare attenzione sono la rimozione delle pedivelle e la regolazione del manubrio. Nell’ultimo caso, in particolare, ricordatevi sempre di seguire la giusta sequenza nelle operazioni di regolazione, prima allentando il bloccaggio del cannotto di sterzo, poi serrando il bullone di regolazione superiore, e quindi riavvitando lo sterzo senza esercitare una torsione eccessiva.

Ruote
Un problema riscontrato spesso nel corso di tanti anni di attività è sicuramente quello di ruote che non vogliono saperne di rimanere in sede per essere fissate come si deve. Per un sacco di ragioni diverse succede che non siano allineate perfettamente, certe volte a causa di verniciature o cromature imperfette dell’asse, altre volte a causa di portamozzo deformati da urti accidentali. È quindi buona norma, prima di stringere i bulloni, far sbattere qualche volta la ruota a terra perché assuma l’assetto giusto nelle guide. Inoltre, state attenti a non avvitare i bulloni sopra i piccoli fermi di sicurezza dei portamozzo anteriori, rendendo instabile la ruota, cosa davvero pericolosa specialmente affrontando discese sconnesse.

Gomme
Il posizionamento e il gonfiaggio degli pneumatici è un’altra operazione delicata. La tecnica migliore per gonfiare una gomma è appoggiarla piatta sul terreno, in modo da minimizzare in rischio che il tallone dello pneumatico risulti scentrato rispetto al cerchione, rendendo probabile un pericoloso scoppio dello stesso. Assicuratevi di spingere la valvola ben all’interno della gomma, per evitare che possa venire schiacciata tra tallone e cerchio. Inoltre, fate sempre attenzione allo stato di usura delle superficie frenanti dei cerchioni. Molti modelli offrono anche appositi indicatori per verificarne lo stato, di solito sotto forma di una sottile scanalatura che scompare quando il cerchio va sostituito.

Ruota Libera
Provare a smontare un giunto di sopravanzo danneggiato è una delle operazioni più pericolose in assoluto, sia per voi che per la bicicletta. Non iniziate nemmeno se non avete a vostra disposizione un banco di lavoro, che vi permette di avere un ottima presa sul vero e proprio cuore del meccanismo, dopo aver estratto il pacco pignoni utilizzando una chiave a frusta e l’estrattore apposito per liberare l’anello che fissa il pacco stesso. L’estrattore deve essere inserito nello spazio lasciato libero dalla rimozione del bloccaggio rapido, quindi agite con una chiave aperta sull’estrattore mentre contemporaneamente fate forza sulla chiave a frusta, allentando l’anello di bloccaggio dei pignoni e sfilando il pacco stesso.

Caratteristiche della Bici da Corsa

A prima vista le bici da corsa non sono cambiate molto nel corso degli anni. In confronto alle mountain bike più moderne, queste biciclette tradizionali hanno più o meno lo stesso profilo da cinquant’anni. Ovviamente, in realtà c’è ben poco di tradizionale in telai in carbonio, ruote lenticolari o cambi a 22 rapporti. Insomma, l’innovazione tecnologia c’é eccome, basta guardare bene. Ed è davvero importante sapere dove guardare e mettere le mani quando si parla di bici da corsa, almeno se si vuole ottenere il massimo.

Se la linea generale sembra non essere cambiata granché, la vera e propria rivoluzione è infatti avvenuta nei dettagli. Detto questo, la cosa fondamentale è come la bicicletta si adatta a voi e alle vostre caratteristiche. Se trovate il giusto equilibrio all’inizio, la strada si fa subito in discesa.

SELLA E REGGISELLA
Come lecito aspettarsi, queste componenti hanno un grande impatto sulla vostra comodità di pedalata. Specialmente per le bici da corsa, il confort dipende più da un corretto assetto che dall’imbottitura del sellino. Quest’ultimo è generalmente lungo, sottile e poco imbottito. A guardarlo sembra davvero molto scomodo, e indubbiamente necessita di qualche oretta di adattamento, ma alla fine è molto più confortevole delle selle larghe per pedalate di ore. Date un’occhiata alle sezioni 5 e 6 per qualche dritta a riguardo.

PACCO PIGNONI
Le bici da corsa utilizzano rapporti ravvicinati per aiutarvi a pedalare alla velocità (cadenza) adatta alla vostra potenza. Gran parte delle bici da corsa, tranne le più economiche, hanno 10 pignoni, anche se Campagnolo ha recentemente proposto addirittura un pacco a 11 pignoni per le sue soluzioni d’alta gamma.

GUARNITURA
Le bici da corsa propongono tradizionalmente due corone anteriori da 53 e 39 denti, ma per affrontare anche le salite più dure si va sempre più affermando la combinazione compact da 50 e 34 denti. Volendo sono disponibili anche guarniture a tre corone, decisamente più versatili.

TELAIO
Il telaio è il cuore della bici. Quelle da corsa hanno di solito telai in carbonio o alluminio, con modelli di nicchia in acciaio e titanio. I telai tradizionali utilizzano un tubo orizzontale piatto e un reggisella più corto. La geometria compatta che va al momento per la maggiore impone un orizzontale inclinato in basso verso la sella che agevoli l’azione sui pedali. È molto importante che il telaio sia della giusta misura e forma per le vostre caratteristiche fisiche e il vostro stile di pedalata.

MANUBRIO
Il classico manubrio a corna d’ariete definisce esso stesso la bici da corsa, offrendo grande stabilità e un buon numero di posizioni di guida tra la presa bassa, adatta al mantenimento di una postura più aerodinamica, e la presa alta vicino a dove si inseriscono i freni, più rilassata ma anche più adatta alla pedalata in salita. Forma e larghezza del manubrio variano a seconda delle necessità fisiche e tecniche del ciclista. Nelle sezioni 5 e 6 vedremo come installare e adattare il manubrio della vostra bici.

FRENI
Le bici da corsa utilizzano i classici freni ad archetto. Compatti, leggeri e potenti, sono adatti solo alla strada per via della loro inefficienza in condizioni di fango e sporco. E anche sul bagnato la forza della frenata è drasticamente ridotta.

RUOTE
Le ruote delle bici da corsa non devono essere particolarmente robuste, e possono quindi permettersi qualche raggio in meno. Questa ruota, ad esempio, ha ben pochi raggi, che non s’incrociano nemmeno. Anche la larghezza del battistrada è minima, tipicamente tra i 25 e i 18 millimetri per le bici da gara. Per diminuire la resistenza al rotolamento di solito i copertoncini hanno una striscia centrale in gomma slick e una pressione di 6-8 bar. Nella sezione Ruote troverete tutto quello che vi serve sapere su una delle componenti fondamentali delle biciclette.